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Cianciana. PDF Stampa E-mail
Scritto da Rino Camilleri   

Autore: Rino Cammilleri;

Pubblicazione: Cianciana: ;

Editore:MARNA

Stampa: 2002;

Soggetto: Letteratura, narrativa.

Copertina:

Breve descrizione dell'opera: Si stava meglio quando si stava peggio? L’autore è nato in un paesino siciliano, e ricorda com’era la vita in un borgo contadino degli anni Cinquanta. Con le nonne che parlavano a colpi di proverbi, i preparativi e i rituali per i fidanzamenti, la vita in mezzo agli animali e in campagna, la mentalità religiosissima, le feste, l’allegria di un mondo senza televisione e senza «liberazioni». L’emigrazione, la disoccupazione, la fame anche. Ma la gioia rassegnata di chi sa che la vita è bella perché non è tutto. Un microuniverso con tanti bambini e pochi vecchi, dove l’educazione era risolta per le spicce, a mano, eppure nessuno cresceva frustrato o depresso o represso. Un Uomo Chiamato Cavallo nella tribù di Cianciana, a ridosso degli anni del boom (un boom che laggiù non arrivò mai) e prima, grazie a Dio, del Sessantotto. Chi non è nato prima, non saprà mai come può essere dolce la vita.

«... in verità, non ho fatto altro che ricordare, tutto qui.»

«Diceva uno che c'era stato, Talleyrand, che chi non aveva vissuto prima della Rivoluzione Francese non aveva idea di cosa fosse la dolcezza del vivere. Io ho avuto la ventura di nascere il 2 novembre 1950 e, dunque, di compiere diciotto anni nel 1968.
Nel 1969 facevo l'ultimo anno del liceo e l'anno seguente mi iscrivevo in Scienze Politiche a Pisa, cioè nel centro esatto della rivoluzione sessantottina. Insomma, posso dire di sapere come fosse la vita prima. Per di più sono nato in un paesino del profondo Sud italico, in provincia di Agrigento, che più Sud di così non si può.
Quando si dice, poeticamente, “paesino sperduto“, si azzecca perfettamente Cianciana, che anche molti agrigentini, pur a soli cinquanta chilometri, scambiavano per Chianciano quando mi chiedevano dov'ero nato e rispondevo. Infatti, ogni volta che un pubblico ufficiale, dal maestro al maresciallo della leva, domandava “nato a?…“, mi toccava scandire. Cianciana in siciliano è il sonaglio, una di quelle sferetta in rame, con un pallino dentro e una fessura fuori, di cui è costellata la bardatura dei cavalli impennacchiati dei variopinti e folklorici “carretti siciliani“. Dunque, una piccola, graziosa cosa. Posto di contadini, tre quarti dei quali emigrati per fame mentre il resto del Paese faceva boom (economico).
Quando sono nato io non c'era l'acqua corrente, gli animali vivevano per strada (galline, maiali…) e pochi avevano la radio. Il resto era in stile, in un mondo che era lo stesso dai tempi dei normanni. Eppure, quel mondo senza niente, senza nulla di ciò che, dicono, fa oggi la “qualità della vita”, era felice. Garantisco.
Per questo ho riempito un intero libro, Cianciana, perché aveva ragione Talleyrand. Leggetelo, e capirete cosa intendo».
Rino Cammilleri

 
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