CIANCIANA.INFO - Il portale su Cianciana by Paolo Sanzeri -Storia, Cultura, Architettura, Turismo, Cronaca ed altro - La miniera di Falconera a Cianciana, tra passato e presente: Lo zolfo Siciliano.

 

 

 

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La miniera di Falconera a Cianciana, tra passato e presente: Lo zolfo Siciliano. PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna La Corte   

Sample Image    Lo zolfo è conosciuto da tempi antichissimi. Greci e Romani lo utilizzavano per vari scopi: per il rito della purificazione nelle cerimonie religiose; per sbiancare la lana con l’anidride solforosa, ottenuta bruciando lo zolfo; per allontanare gli insetti nocivi nella coltura della vite; per preparare cerotti e unguenti, etc. Testimonianze del prelievo del minerale risalgono infatti al 200 a.C..

             A portare il commercio dello zolfo su larga scala fu senza dubbio il suo utilizzo come polvere da sparo e nella fabbricazione della soda.

Lo sviluppo delle attività estrattive iniziò con i reali Borboni nel 1830 ma più volte dovettero cedere alle pressioni dell’Inghilterra e della Francia. Proprio in questo periodo il prezzo registrò il suo apice con 208 lire al cantàro (80kg). La richiesta dello zolfo però subiva nel corso degli anni sia picchi ma anche notevoli cali che portavano alla chiusura delle stesse miniere.

Nel 1840 venne costituita a Palermo la società Anglo-Sicilian Sulphur Company Limited da Vincenzo Florio e dagli inglesi Benjamin e Agostino Porry per la produzione e la commercializzazione di acido solforico e derivati dello zolfo. La compagnia con la sua politica di mercato stabilizzò il prezzo del minerale. L’Anglo-Sicilian, che pur comprava l’80% dello zolfo prodotto in Sicilia, non riusciva ad immetterlo tutto sul mercato. Nel 1906 la compagnia Florio & C. non potendo venire a capo della concorrenza americana, si sciolse e venne sostituita da un Consorzio Obbligatorio.

Uno dei problemi alla base delle varie crisi del settore era la carenza infrastrutturale nei trasporti, mancanza di strade di comunicazione, di porti che permettessero l’approdo delle grosse navi da carico, l’assenza di mezzi meccanici e di ferrovie che i vari governi avevano trascurato e che il nuovo Regno D’Italia affrontava con poca determinazione. Ma nonostante ciò sul finire dell’ottocento erano aperte 700 miniere con 30.000 operai, le cui condizioni rimanevano al limite del disumano. Proprio in questo clima nascevano le prime organizzazioni sindacali con l’inizio di scioperi per ottenere più umane condizioni di lavoro: portare l’età minima dei carusi a 14 anni, diminuire le ore di lavoro e stabilire un salario minimo. Le zolfare in Sicilia nei primi anni del novecento raggiunsero il livello massimo con 886 miniere e 40.000 operai.

Con i nuovi metodi di estrazione praticati negli Stati Uniti il prezzo dello zolfo si abbassò drasticamente e in più con l’inizio della prima guerra mondiale diventò sempre più difficile l’approvvigionamento del minerale. Lo zolfo americano in questo modo si accaparrò gran parte del mercato mondiale.

Nel 1927 il fascismo dichiarò demaniali i sottosuoli minerari e creò l’Ente Zolfi Italiani con sede a Roma accentrandovi tutte le attività estrattive, commerciali ed economiche ma neanche questo intervento riuscì a risollevare il settore. La produzione siciliana di zolfo riprese un po’ di fiato solo dopo il 1943, a guerra finita (in Sicilia), e solo fino ai primi anni cinquanta, periodo in cui l’America, impegnata nella guerra in Corea, canalizzava verso l’industria bellica le risorse. Ma la successiva ripresa della produzione industriale americana rastrellò di nuovo tutti i mercati, ormai la concorrenza era troppo forte quindi dal 1975 varie leggi hanno prodotto la progressiva chiusura delle miniere.

La Miniera di Falconera uno Cianciana, Tra passato e presente. Visivi Documeni e testimonianze. Tesi di laurea di: Anna La Corte. Anno accademico 2008-2009.

 
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