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Cianciana, parte nuova campagna di scavi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Loredana Guida   
   

  

 

 

Sample Image 12/04/2011:  Torna a farsi vivo l'interesse per i siti e i ritrovamenti effettuati in ambito archeologico nel comprensorio ciancianese. Stavolta però, si indaga il sottosuolo con efficienti quanto tecnologici ritrovati: un georadar in grado di far rilevare la presenza di manufatti o di importanti insediamenti e depositi stratigrafici di interesse archeologico.

Sample Image

 In questi giorni, infatti un'equipe multidisciplinare, composta da tecnici e ricercatori di diversi Paesi, è in atto impegnata nell'approfondimento delle ricerche effettuate negli ultimi tre anni e, comunque, fin dal 2007.

Alla testa della spedizione è il professor Johannes Begemann, dell'Università tedesca di Gottingen, che nella passata campagna di ricerche riuscì a trovare testimonanza di insediamenti umani lungo 2000 anni di storia giungendo fino al Tardo Medioevo, mentre gli altri studiosi appartengono ad atenei inglesi, franesi e lussemburghesi.

<<Con le temperature più alte il terreno può essere ben indagato con il georadar - spiega l'architetto Paolo Sanzeri, direttore del museo civico di Cianciana e promotore assieme alla Soprintendenza del "sodalizio" culturale con l'Ateneo tedesco>>

Giornale di Sicilia: 10 aprile 2011.

 

Prospezione georadar

Il metodo comunemente chiamato georadar (noto in campo internazionale con il termine anglosassone di ground probing radar - GPR), è un sistema di indagine del sottosuolo, a piccole profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 10 e 2000 MHz.

Questo metodo, di cui si possono vedere frequentemente usi ed abusi, rappresenta la vera novità nel campo delle prospezioni geofisiche in archeologia. Se utilizzato correttamente nelle condizioni ambientali opportune, è effettivamente in grado di mostrare la stratigrafia della parte di terreno investigato.

Il georadar, una volta valutata le caratteristiche elettriche del mezzo attraversato dall'impulso elettromagnetico è in grado di "vedere" la forma dell'oggetto, il suo spessore e valutare la profondità alla quale esso si trova, con una precisione e attendibilità generalmente maggiore di quella degli altri metodi sopra descritti.

Il metodo è relativamente giovane (circa 25 anni) e fornisce i migliori risultati quando viene impiegato in terreni a bassa attenuazione, caratterizzati da un bassa conduttività elettrica, come sabbia, roccia, ghiaccio, ecc. E' molto meno efficace quando opera in mezzi ad alta attenuazione come argilla e limi saturi, acqua con alta concentrazione di sali.

Operativamente consiste nell'invio nel terreno di impulsi elettromagnetici ad alta frequenza (radio frequenze) e nella misura del tempo impiegato dal segnale a ritornare al ricevitore dopo essere stato riflesso da eventuali discontinuità intercettate durante il suo percorso. Tali riflessioni sono causate in generale dal cambiamento delle proprietà elettriche del sottosuolo, dalla variazione del contenuto d'acqua, da cambiamenti litostratigrafici. In particolare, nel caso della prospezione per scopi archeologici, le riflessioni possono essere prodotte da strutture, da vuoti presenti nel terreno (ipogei, cunicoli, ecc.), da elementi metallici e superfici di contatto tra strati differenti.

Gli strumenti

Il sistema è costituito da un'unità centrale che genera il segnale e da un'antenna che lo trasmette e lo riceve. La visualizzazione dei tracciati avviene attraverso uno schermo del computer che fa parte dell'unità centrale oppure con una stampante ad esso collegata.

 

 

 
 

Prospezione georadar

Il metodo comunemente chiamato georadar (noto in campo internazionale con il termine anglosassone di ground probing radar - GPR), è un sistema di indagine del sottosuolo, a piccole profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 10 e 2000 MHz.

Questo metodo, di cui si possono vedere frequentemente usi ed abusi, rappresenta la vera novità nel campo delle prospezioni geofisiche in archeologia. Se utilizzato correttamente nelle condizioni ambientali opportune, è effettivamente in grado di mostrare la stratigrafia della parte di terreno investigato.

Il georadar, una volta valutata le caratteristiche elettriche del mezzo attraversato dall'impulso elettromagnetico è in grado di "vedere" la forma dell'oggetto, il suo spessore e valutare la profondità alla quale esso si trova, con una precisione e attendibilità generalmente maggiore di quella degli altri metodi sopra descritti.

Il metodo è relativamente giovane (circa 25 anni) e fornisce i migliori risultati quando viene impiegato in terreni a bassa attenuazione, caratterizzati da un bassa conduttività elettrica, come sabbia, roccia, ghiaccio, ecc. E' molto meno efficace quando opera in mezzi ad alta attenuazione come argilla e limi saturi, acqua con alta concentrazione di sali.

Operativamente consiste nell'invio nel terreno di impulsi elettromagnetici ad alta frequenza (radio frequenze) e nella misura del tempo impiegato dal segnale a ritornare al ricevitore dopo essere stato riflesso da eventuali discontinuità intercettate durante il suo percorso. Tali riflessioni sono causate in generale dal cambiamento delle proprietà elettriche del sottosuolo, dalla variazione del contenuto d'acqua, da cambiamenti litostratigrafici. In particolare, nel caso della prospezione per scopi archeologici, le riflessioni possono essere prodotte da strutture, da vuoti presenti nel terreno (ipogei, cunicoli, ecc.), da elementi metallici e superfici di contatto tra strati differenti.

Gli strumenti

Il sistema è costituito da un'unità centrale che genera il segnale e da un'antenna che lo trasmette e lo riceve. La visualizzazione dei tracciati avviene attraverso uno schermo del computer che fa parte dell'unità centrale oppure con una stampante ad esso collegata.

 
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