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Referendum, comunicato del comitato referendario. PDF Stampa E-mail
Scritto da agrigentoweb.it   

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In 8 Comuni si è andati oltre il 70% di affluenza alle urne (Bivona, Burgio, Canicattì, Cianciana, Favara. Menfi, Sambuca e S.Stefano Quisquina.

Il comitato referendario di Agrigento ha diffuso il seguente comunicato sugli impegni che intende realizzare dopo i risultati della tornata referendaria.
“Il risultato che la giornata di ieri ci consegna è davvero straordinario.
Agrigento e la Sua Provincia per una volta non sono “ultime” ma protagoniste assolute di una nuova stagione di cambiamento.
In 8 Comuni si è andati oltre il 70% di affluenza alle urne (Bivona, Burgio, Canicattì, Cianciana, Favara. Menfi, Sambuca e S.Stefano Quisquina); in altri 10 oltre il 60% (Aragona, Calamonaci, Cammarata, Casteltermini, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lucca
Sicula, Montevago, Raffadali, S.Biagio Platani, S.Giovanni Gemini, Santa Margherita,
S.Angelo Muxaro, Sciacca, Siculiana). Ad Agrigento, nella città del Ministro Alfano, 25.935 Elettori pari al 55,01% si sono recati alle urne per esprimere la loro opinione su acqua, nucleare e legittimo impedimento a dispetto dell’oscuramento (quasi totale) da parte delle TV e dei mezzi di informazione; a dispetto dell’assenza (quasi totale) dei “big” dei Partiti; della latitanza del Sindaco (a differenza dei Comuni dove l’impegno dei Sindaci è stato riconosciuto e premiato dai Cittadini) che si è guardato bene dal prendere posizioni pubbliche sui referendum.
Un plauso a tutti quelli che con tutti gli strumenti possibili hanno fatto crescere ogni giorno l’informazione e la consapevolezza sulla necessità di dare un segnale chiaro al Paese su questioni vitali.
Per tutti questi Cittadini , Associazioni, Forze Politiche e Sociali che in questa battaglia hanno creduto sin da subito, dall’avvio della sottoscrizione dei quesiti e
anche per quelli che con il loro voto hanno enormemente rafforzato questa battaglia, il tema che adesso si pone è come rendere esigibili le aspettative che ha alimentato, specie per la questione della “pubblicizzazione” della gestione idrica integrata.
Noi facciamo nostre le proposte che in queste ore il Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua ed il Coordinamento degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune hanno fatto, ovvero:
 La rescissione dei contratti di gestione dei sei Ambiti territoriali privatizzati dando immediata applicazione all’art. 49 della legge finanziaria 2010 con il quale l’Assessorato all’Energia ed ai Servizi di pubblica utilità avrebbe dovuto già disporre la verifica del rispetto dei contratti sottoscritti dai gestori degli ATO, in ordine alle inadempienze contestate, e che dovranno essere rescissi “per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero, nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario”;
 L’immediata approvazione della proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia” , che prevede tra l’altro la ripubblicizzazione della SPA di sovrambito Siciliaacque, in mano alla multinazionale francese Veolia, la ripubblicizzazione dei sei ATO privatizzati per procedere all’affidamento della gestione del servizio idrico integrato, affidato agli Enti Locali attraverso la costituzione, in modo diretto, di Enti di diritto pubblico, (Aziende speciali consortili, Consorzi tra Comuni) previsti dall’attuale ordinamento art. 14 TUEL, con l’esclusione delle società di capitale anche interamente pubblico, e l’istituzione di una Autorità di vigilanza e controllo partecipato dai soggetti portatori d’interesse.
 L’approvazione in Aula di una norma transitoria che renda immediatamente disponibili ed accessibili ai Comuni i fondi relativi ai piani regionali triennali APQ (800 mln. di Euro) per impianti e depurazione delle acque reflue, rispetto ai quali siamo sottoposti a procedura d’infrazione dalla Comunità Europea, affinché non siano ancora una volta i cittadini a pagare per le inadempienze gestionali sull’acqua.
Su tutto questo, il COMITATO PROMOTORE REFERENDUM di Agrigento, continuerà a dare battaglia.
Nessun “rompete le righe” quindi, piuttosto la consapevolezza che il livello di unità raggiunto da forze pure diverse può e deve diventare una risorsa umana, culturale e politica per affrontare insieme nuove sfide e nuove battaglie sul terreno della difesa dei beni comuni, per la difesa della Costituzione e della Democrazia nel nostro Paese, per i Diritti Sociali.
Tutte queste Forze reclamano una direzione politica del Paese diversa per dare risposte alla fame di governo, di lavoro e di partecipazione che vi è nel nostro Paese
e, in particolare, nella nostra Provincia e sull’insieme di queste questioni continueranno la battaglia, fino alla vittoria!
Il coordinatore
Massimo Raso

COMITATO PROMOTORE REFERENDUM*
Il Comitato è composto dalle seguenti Associazioni e Partiti
Forum Acqua Bene Comune – CGIL – CIA – ARCI – LEGAMBIENTE –
FEDERCONSUMATORI – “Comitato Agrigentino SE NON ORA , QUANDO?” – IL
TAMBURINO – CIACK DONNA – CENTRO “PIER PAOLO PASOLINI” – LAICI
COMBONIANI – CAMBIAAGRIGENTO – UN’ALTRA STORIA – Partito Democratico –
Italia dei Valori – Sinistra Ecologia e Libertà – Federazione della Sinistra –
Partito
Socialista Italiano

 
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