CIANCIANA.INFO - Il portale su Cianciana by Paolo Sanzeri -Storia, Cultura, Architettura, Turismo, Cronaca ed altro - Sviluppo urbano e sociale. 11^ parte.

 

 

 

Home arrow Urbanistica arrow Sviluppo urbano e sociale. 11^ parte.
Advertisement

Libro: Sant'Antonino di Cianciana, storia di una città di nuova fondazione

Advertisement
Advertisement
Advertisement

Webcam Cianciana

Advertisement
Advertisement
Advertisement

Cerca

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Per l'acqua pubblica

Per l'acqua pubblica
Radio
Radio Capital
Radio Deejay

Immagine casuale

__logo.jpg

Articoli in lingua inglese

Advertisement

Articoli in lingua russa

Advertisement

Mappa interattiva

Advertisement

Festa di San Giuseppe

Advertisement

carta turistica informativa

Advertisement
Sviluppo urbano e sociale. 11^ parte. PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Sanzeri   

 

Nel 1880 a Cianciana erano presenti ben 15 miniere che davano lavoro a 597 operai, di cui 90 donne. Si evince che a Cianciana il 15% degli operai di miniera era costituito da donne che invece solo a Favara e a Casteltermini erano in numero di 13 e di 11, anche se il numero degli operai in totale era il doppio.

Nel 1885 venne inaugurato il cimitero; primo sepolto, il 18/09/1885, fu il bambino Vincenzo Cappellano.

 

Come precedentemente detto, Cianciana si approvigionava delle acque per l’uso domestico e di quant’altro soltanto dalle sorgenti, solo nel 1902 si ebbe l’apporto dell’acqua dolce per uso potabile proveniente dal Voltano, posto nel territorio di Santo Stefano Quisquina ad una distanza di km. 12, acque scaturenti da rocce calcaree. Le sorgenti sono poste a più di 200 metri dal livello in cui è posto Cianciana e l’apporto di dette acque è stato possibile solo dopo la creazione di un consorzio tra il comune di Cianciana e quello di Alessandria della Rocca; il merito è da attribuire all’allora Sindaco Alfonso Montuoro.

 

Così si ebbe la realizzazione di un mulino idraulico ubicato ad angolo tra le odierne vie via Papa Giovanni XXIII e la via Carducci, nell’area sottostante la “Sirba” all’incrocio delle regie trazzere; edificio tuttora esistente e denominato proprio “Il Vecchio Mulino”.

 

Le acque furono messe subito a disposizione della popolazione e già nell’anno 1914 vi erano ben 18 pubbliche fontane. Con le acque di risulta, provenienti dalle fontane, venivano irrigati i terreni sottostanti al paese.

 

Nel biennio 1912-1913 il Sindaco Prof. Marcello Marino iniziò la procedura per poter realizzare la fognatura cittadina ed effettuare la pavimentazione delle strade e piazze; aveva già contratto il mutuo ed effettuato la gara d’appalto quando venne sostituito, poiché fu sciolto il Consiglio Comunale, dal Commissario Regio Dott. Avv. Antonino Gibilisco, consigliere di prefettura.

 

Ai tre circoli presenti nel 1877, se ne aggiunge un altro denominato “Circolo dei Civili” nel quale il 31 maggio 1914 Pietro Antinori tenne una conferenza sul tema “Cianciana, il suo panorama ed i suoi uomini. Attinenza con le Società Segrete e le loro origini – Delitti del Dispotismo – Effetti della Libertà.” Da questa conferenza si ha notizia come uomini abbiano partecipato alla Società Segreta dei Carbonari, perdendo talvolta anche la vita, come l’Arciprete Caroselli. In Cianciana veniva arrestato il Carbonaro Pietro Caroselli per essere internato nel Carcere Vecchio di Palermo, in seguito utilizzato come Palazzo delle Finanze.

 

Anche i congiunti Dottor Giuseppe, Paolo, Antonio e Professore Giovanni Caroselli seguirono le orme del fratello, ed in Cianciana, a Cattolica Eraclea ed in Canicatti rappresentavano il programma del Grande Oriente e non furono immuni dal carcere e dalle persecuzioni.

 

Cianciana è stata ancora partecipe della storia nazionale e precisamente nel “biennio rosso” a ridosso della grande guerra, nel contesto sociale di una mobilitazione di massa per l’accesso dei contadini alle provvidenze introdotte dalla legislazione pro reduci e combattenti. Si legge in una nota del “Giornale di Sicilia” del 14-15 gennaio 1920, e in un coevo rapporto del prefetto di Girgenti il resoconto di avvenimenti di particolare drammaticità scaturiti in una sommossa popolare all’interno della  grande azione contadina per la conquista dei latifondi organizzata e guidata, anche nell’Agrigentino, dalle Leghe “rosse”, “bianche” e “tricolori” con la guida politica del partito socialista e del partito popolare di Don Luigi Sturzo.

 

Il piccolo mondo dei proprietari e dei mafiosi di Cianciana, anche se non fu proprio l’epicentro di tale sommovimento, ne subbì le scosse, e ne visse intensamente il panico, in una temperie di  rivendicazioni di giustizia prodotta, con imprevista aggressività, dalle tumultuose e confluenti iniziative dei braccianti e degli zolfatari che rivendicavano la questione dei diritti negati e delle dignità offese da secolari oppressioni sui poveri di ogni ceto: le vergognose condizioni di sfruttamento dei “carusi” nele miniere; la coatta ubbidienza dei lavoratori della terra alla mafia, ai gabelloti ed agli antichi e nuovi notabili che operavano da negrieri.

 

A Cianciana, nel pomeriggio del 13 maggio, i socialisti diedero vita ad una manifestazione pubblica sotto il Municipio e, dentro il palazzo, ove i più facinorosi in un’azione di arrembaggio agli uffici comunali del catasto e delle tasse devastavano, incendiando come era accaduto a Porto Empedocle, al suono degli slogan e delle parole d’ordine del momento: “pane e giustizia”, “la terra a chi lavora”, “abbasso i cappeddi”, “morte ai galantuomini”.

.

 

Articolo tratto dal libro: "Sant'Antonino di Cianciana.  Storia di una città di nuova fondazione", Anno 2007, scritto dall'Arch. Paolo Sanzeri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve descrizione dell'opera: Il libro si occupa di descrivere Cianciana fin dalle sue origini, Che non coincidono con la data ufficiale di fondazione, ma inizia dall'età del bronzo fino ai primi del '900. Inoltre il libro Tratta dell'archeologia dell'architettura, dell'urbanistica, dell'arte, dell'ambiente e di altri temi inerenti il territorio comunale, in particolare del fiume Platani e della ex Rete Ferroviaria.

Il libro è disponibile presso il bookshop del Museo Civico.

 
< Prec.   Pros. >