CIANCIANA.INFO - Il portale su Cianciana by Paolo Sanzeri -Storia, Cultura, Architettura, Turismo, Cronaca ed altro - DEMOCRAZIA PARTECIPATA; Presentazione del progetto "Cianciana & lo zolfo".

 

 

 

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Libro: Sant'Antonino di Cianciana, storia di una città di nuova fondazione

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...il presente sito è gestito personalmente da Paolo Sanzeri e non usufruisce di contributi privati e pubblici ... . il Museo Civico ha a disposizione il Portfolio con la raccolta: "CIANCIANA: 16 cartoline per la storia di una città". . ..Si da avviso che stiano realizzando nel Museo Civico una nuova sezione archeologica e mineraria, si raccolgono reperti archeologici e reperti provenienti dalle zolfare..., quali cristalli di zolfo, oggetti e attrezzi ed in particolare delle foto.... .. presso il Museo il libro "Sant'Antonino di Cianciana, storia di una città di nuova fondazione" . . . INTERNET POINT gratuito presso il Museo Civico.
 
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DEMOCRAZIA PARTECIPATA; Presentazione del progetto "Cianciana & lo zolfo". PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Sanzeri   
  Anteprima Anteprima 09/03/2017:  Nell'ambito dell'AVVISO PUBBLICO PER LA RICHIESTA DI PROPOSTE E IDEE PROGETTUALI in data 07/03/17 è stato presentato il progetto: "Cianciana & lo zolfo". Il progetto editoriale, costituito da tre volumi, intende riportare tutti i dati raccolti dall'autore dopo oltre un decennio di ricerche presso gli Archivi dello Stato, da collezioni private, dalle biblioteche regionali e nazionali, al fine di ricostruire la storia mineraria ciancianese che dopo la chiusura delle miniere avvenuta nell'anno 1962 è caduta in obbliò con la totale assenza di memoria nelle generazioni nate oltre gli anni 50 del secolo scorso. Segue ....
La pubblicazione del presente progetto potrebbe essere di base per la realizzazione del terzo polo museale del Comune di Cianciana: Il Museo Minerario. Il progetto è definito ed impaginato, pronto per la stampa. Il primo volume, composto da 480 pagine, ha il seguente Indice 1) – Lo zolfo in età preborbonica; 2) – La legislazione mineraria; 2-1)- Il potere regio sulle miniere fino ai primi anni del secolo XIX; 2-2)- La legge napoletana del 17 ottobre 1826; 2-3)- Contestazioni sulla proprietà delle zolfare: 2-4)- Il dispaccio reale del 8 ottobre 1808 sulle zolfare; 2-5)- Il rescritto sovrano del 5 marzo 1851 sul bruciamento degli zolfi; 3)– La coltivazione delle zolfare siciliane nel periodo: 1700-1799; 4)– La coltivazione delle zolfare siciliane nel periodo: 1800-1837; 5) – La coltivazione delle zolfare a Cianciana, nel periodo 1838-1900; 5-1) – La coltivazione nell’anno 1838; 5-2) – La coltivazione nell’anno 1839; 5-3) – La coltivazione nell’anno 1843; 5-4) – La coltivazione nell’anno 1847; 5-5) – La coltivazione nell’anno 1850; 5-6) – La coltivazione nell’anno 1853; 5-7) – La coltivazione nell’anno 1857; 5-8) – La coltivazione nell’anno 1859; 5-9) – La coltivazione nell’anno 1862; 5-10) – La coltivazione nell’anno 1866; 5-11) – La coltivazione nell’anno 1867; 5-12) – La coltivazione nell’anno 1870; 5-13) – La coltivazione nell’anno 1871; 5-14) – La coltivazione nell’anno 1873; 5-15) – La coltivazione nell’anno 1874; 5-16) – La coltivazione nell’anno 1879; 5-17) – La coltivazione nell’anno 1880; 5-18) – La coltivazione nell’anno 1881; 5-19) – La coltivazione nell’anno 1882; 5-20) – La coltivazione nell’anno 1883; 5-21) – La coltivazione nell’anno 1884; 5-22) – La coltivazione nell’anno 1885; 5-23) – La coltivazione nell’anno 1886; 5-24) – La coltivazione nell’anno 1887; 5-25) – La coltivazione nell’anno 1888; 5-26) – La coltivazione nell’anno 1889; 5-27) – La coltivazione nell’anno 1890; 5-28) – La coltivazione nell’anno 1891; 5-29) – La coltivazione nell’anno 1892; 5-30) – La coltivazione nell’anno 1893; 5-31) – La coltivazione nell’anno 1894; 5-32) – La coltivazione nell’anno 1895; 5-33) – La coltivazione nell’anno 1896; 5-34) – La coltivazione nell’anno 1897; 5-35) – La coltivazione nell’anno 1898; 5-36) – La coltivazione nell’anno 1899; 5-37) – La coltivazione nell’anno 1900; 6) - La coltivazione delle zolfare a Cianciana, nel periodo tra l’anno 1900 e l’anno 1962 di chiusura delle miniere; 6-1) – La coltivazione nell’anno 1901; 6-2) – La coltivazione nell’anno 1902; 6-3) – La coltivazione nell’anno 1903; 6-4) – La coltivazione nell’anno 1904; 6-5) – La coltivazione nell’anno 1905; 6-6) – La coltivazione nell’anno 1906; 6-7) – La coltivazione nell’anno 1907; 6-8) – La coltivazione nell’anno 1908; Il secondo volume, composto da 485 pagine, ha il seguente Indice 6-9) – La coltivazione nell’anno 1909; 6-10) – La coltivazione nell’anno 1910; 6-11) – La coltivazione nell’anno 1911; 6-12) – La coltivazione nell’anno 1912; 6-13) – La coltivazione nell’anno 1913; 6-14) – La coltivazione nell’anno 1914; 6-15) – La coltivazione nell’anno 1915; 6-16) – La coltivazione nell’anno 1916; 6-17) – La coltivazione nell’anno 1917; 6-18) – La coltivazione nell’anno 1918; 6-19) – La coltivazione nell’anno 1919; 6-20) – La coltivazione nell’anno 1920; 6-21) – La coltivazione nell’anno 1921; 6-22) – La coltivazione nell’anno 1922; 6-23) – La coltivazione nell’anno 1923; 6-24) – La coltivazione nell’anno 1924; 6-25) – La coltivazione nell’anno 1925; 6-26) – La coltivazione nell’anno 1926; 6-27) – La coltivazione nell’anno 1927; 6-28) – La coltivazione nell’anno 1928; 6-29) – La coltivazione nell’anno 1929; 6-30) – La coltivazione nell’anno 1930; 6-31) – La coltivazione nell’anno 1931; 6-32) – La coltivazione nell’anno 1932; 6-33) – La coltivazione nell’anno 1933; 6-34) – La coltivazione nell’anno 1934; 6-35) – La coltivazione nell’anno 1935; 6-36) – La coltivazione nell’anno 1936; 6-37) – La coltivazione nell’anno 1937; 6-38) – La coltivazione nell’anno 1938; 6-39) – La coltivazione nell’anno 1939; 6-40) – La coltivazione nell’anno 1940; 6-41) – La coltivazione nell’anno 1941; 6-42) – La coltivazione nell’anno 1942; Il terzo volume, composto da 495 pagine, ha il seguente Indice 6-43) – La coltivazione nell’anno 1943; 6-44) – La coltivazione nell’anno 1944; 6-45) – La coltivazione nell’anno 1945; 6-46) – La coltivazione nell’anno 1946; 6-47) – La coltivazione nell’anno 1947; 6-48) – La coltivazione nell’anno 1948; 6-49) – La coltivazione nell’anno 1949; 6-50) – La coltivazione nell’anno 1950; 6-51) – La coltivazione nell’anno 1951; 6-52) – La coltivazione nell’anno 1952; 6-53) – La coltivazione nell’anno 1953; 6-53.1) – L’occupazione delle miniere nell’anno 1953; 6-53.2) – I giornali che riportano dell’occupazione delle miniere nell’anno 1953; 6-53.3) – Le foto che riportano dell’occupazione delle miniere nell’anno 1953; 6-54) – La coltivazione nell’anno 1954; 6-55) – La coltivazione nell’anno 1955; 6-56) – La coltivazione nell’anno 1956; 6-57) – La coltivazione nell’anno 1957; 6-58) – La coltivazione nell’anno 1958; 6-59) – La coltivazione nell’anno 1959; 6-60) – La coltivazione nell’anno 1960; 6-61) – La coltivazione nell’anno 1961; 6-62) – La coltivazione nell’anno 1962; 6-61) – La coltivazione nell’anno 1961; 6-62) – La coltivazione nell’anno 1962; 7) – Le ricerche dopo la chiusura. 7-1) – Le ricerche nell’anno 1963; 7-2) – Le ricerche nell’anno 1964; 8) – Ispezioni e attività nell’anno 2010; 9) – Ispezioni e attività nell’anno 2011; 10) – Minerali presenti nelle miniere di zolfo nelle provincie di Agrigento, Caltanissetta ed Enna; 11) – Minerali presenti nelle miniere di Cianciane e nel suo territorio; 11.1) – Il mondo dei cristalli; 12) – Le mansioni all’interno della miniera e la giornata tipo; 12-1) – Il Suprastante o Capomastro; 12.2) – I Pirriatura o Picconieri; 12.3) – I Spisalora; 12.4) – Gli Acqualora, acqualoi; 12.5) – Impanattatori; 12.6) – I Scarcaratura; 12.7) – Gli Arditura, arditori: 12.8) – I Vagonari; 12.9) – Vurdunara; 12.10) – Carrettieri; 12.11) – I Ricevitori e i Marchieri; 12.12) – I Catastieri; 12.13) – Le Guardie diurne e notturne; 12.14) – I Muratori; 12.15) – I Fabbri Ferrai; 12.16) – I Falegnami; 12.17) – I Pesatori; 12.18) – I Magazzinieri; 12.19) – I Carusi; 13) – Le Donne in miniera 14)– I sistemi di fusione dello zolfo; 14-1) - La Calcarella; 14-2) - I Calcheroni; 14-3) - I Forni Gill; 15) – Gli attrezzi; 16) – Il glossario; 17) – Incidenti all’interno delle miniere, dall’anno 1881 all’anno 1962; 18) – La linea ferroviaria Lercara Bassa–Magazzolo; 19) – La religiosità degli zolfatari; 20) – Condizione igienico-sanitaria, economica e sociale; 21) – La zolfara di Alessio di Giovanni; 22) – Problematiche sociali nella poesia di Alessio Di Giovanni; 23) – ‘Nfernu Veru; 24) – Proverbi; 25) – Imprecazioni; 26) - Modi di dire; 27) – Dati relativi alla produzione e alla mano d’opera del bacino solfifero di Cianciana, dal 1900 al 1960; 28) – Repertorio fotografico primi anni 50; 29) – Repertorio fotografico primi anni 70; 30) – Repertorio fotografico primi anni 90; 31) – Il paesaggio solfifero oggi: anno 2017; 32) – Bibliografia; 3)-Descrizione dettagliata del progetto: Il primo volume tratta dell’estrazione dello zolfo in età preborbonica, nel periodo dei micenei, dei greci e romani poi. Descrive le prime normative sulle cave di zolfo, tratta delle miniere di zolfo presenti in Sicilia e poi viene descritta l’attività che si effettuava annualmente nelle nostre miniere fino al 1908. Al fine di avere un’idea si riporta un estratto del capitolo 1) – Lo zolfo in età preborbonica del volume primo: La Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento ha promosso una sistematica ricerca ….. La ricerca ha fatto emergere due grandi realtà di cultura materiale presenti nel territorio agrigentino nella prima metà del II millennio a.C., la cultura castellucciana diffusa in maniera massiccia nelle zone costiere e pericostiere e la cultura di Rodi-Ciavolaro profondamente attestata nel bacino del Platani, dalle zone più interne fino quasi alla foce, …. La vicinanza al fiume Platani costituiva un motivo economico che ha reso facile l’insediamento di Cianciana. Il commercio del sale prima e dello zolfo dopo, vide crescere economicamente e culturalmente tutta la vallata del fiume. Fin dai tempi più remoti in vicinanza della foce del fiume Platani ….. creavano rapporti commerciali, mercantili e culturali non marginali né episodici con la popolazione indigena. Cronologicamente i mercanti nel periodo sono stati: cretesi, greci, romani, arabi; visto la presenza delle due saline, la nostra Chincana e la Platanella sita nel territorio di Cattolica Eraclea. In queste terre del medio corso del Platani, ove il sale affiora nelle colline che si elevano sia sulla sponda destra che in quella sinistra del fiume, fiorì tra il 1300 ed il 1000 a.C., il commercio con i cretesi. I traffici e i rapporti tra sicani e cretesi sono confermati dalla storiografia e dalla letteratura greca. …... L’estrazione dello zolfo segna, invece, un antichissimo commercio che dall’età del bronzo, ….giunge all’epoca romana, quando, durante il periodo dell’impero, furono attive le miniere imperiali di zolfo ad Agrigento e nell’agrigentino. ….. Il territorio di Cianciana era noto nella letteratura archeologica di riferimento fin dalla seconda metà dell’Ottocento, quanto il marchese palermitano Antonio De Gregorio, nella sua opera di sintesi sulle collezioni di materiali preistorici della Sicilia, volle includere una piccola scheda dedicata ad un gruppo di vasi da Cianciana conservati presso il Museo Archeologico di Palermo “Antonino Salinas”. I manufatti sono di grande interesse storico perché si riferiscono a differenti momenti delle fasi recenti della preistoria. Il De Gregorio riporta nel suo catalogo i seguenti pezzi: il vaso chiuso con quattro anse rientra nella classe delle olle della cultura Malpasso-Piano Quartara dell’Eneolitico Finale (2500-2200 a.C.). Il vaso è di grande interesse e si inserisce nell’ambito di altre significative testimonianze del medesimo orizzonte cronologico identificate nel territorio di Cianciana. Di maggior interesse è l’olletta “…. di creta piuttosto cineraria” che per la foggia e per il trattamento della superficie, trova confronti tra vasi simili rinvenuti nel territorio agrigentino in particolare con alcuni esemplari provenienti dai villaggi di Caldare e di Cannatello. I confronti, infatti, permettono di collocare l’olletta nell’ambito del Bronzo Medio o di una fase iniziale del Bronzo Recente (1500-1300 a.C.). Il terzo ed ultimo vaso della collezione palermitana è una scodella su piede, con ansa a nastro, che per l’impasto grigio e la forma, può essere accostato ad un gruppo di bacini della produzione Sant’Angelo Muxaro. Si tratta al momento del solo vaso conosciuto che documenta una frequentazione del territorio nel corso del Bronzo Finale e del Primo Ferro. All’incirca negli stessi anni entrano nella collezione del Museo Archeologico di Palermo cinque pani di piombo provenienti da Cianciana, del periodo romano (inventario n° 1499/1503), della dimensione di circa: larghezza cm. 9, lunghezza cm. 44, altezza cm. 9, con bordi superiori arrotondati. I pani hanno impresso, nella parte superiore, nella parte sinistra, una una scritta “L. PLANI. L. F.”, che reca il nome del produttore, ove si legge: L (ucius), Plani, L (uci) F (ilius), e nella parte destra un sigillo. …........ Ma il territorio ciancianese potrebbe aver ospitato altri centri indigeni noti nella tradizione letteraria, come Herbesso, Inico, Ankyra, quest’ultima città viene più volte posizionata a Cianciana, sulla base di fonti antiche, che sono state riprese nella tradizione storiografica del Settecento. Infatti, scrive il Mastrangelo “Ancyram etiam in medio Pecuraro et Platanella fuisse situatam vount …”, collocando la città nella parte meridionale del territorio di Cianciana, nel nevralgico comprensorio intorno a Cattolica Eraclea, dove Paolo Orsi più tardi concentrò le sue ricerche. …... Di un insediamento preistorico si hanno tracce in contrada Millaga, area da cui provengono i manufatti ceramici presenti presso l’Antiquarium/Museo Archeologico di Cianciana e che sono stati oggetto della tesi di laurea della dott.ssa Azzurra Monaco. L’ampia utilizzazione del sito, attestata dai diversi manufatti ritrovati, dalla preistoria all’età medievale, si può mettere in relazione alla presenza del fenomeno naturale delle maccalube ed alle acque sulfuree usate sia per le potenzialità curative attestate dalle fonti che per le implicazioni di carattere culturale connesse ad esse. Il sito di Cianciana ha restituito fino ad oggi nell’ambito del Castellucciano solo ceramica appartenente allo stile Naro-Partanna. La natura dei suoli, la potenzialità produttiva del territorio, la viabilità, la presenza di acqua e soprattutto le risorse geo-mineraie rappresentano gli elementi fondamentali che hanno determinato l’impianto di comunità stabili nel territorio in esame, e il sito di Millaga ricade all’interno di un distretto territoriale straordinariamente ricco, dove le principali risorse dominanti sono il salgemma e lo zolfo. In questa zona il sale risulta ancora oggi affiorante in superficie e di facile raccolta. Nell’ampia letteratura naturalistica, le saline di Cianciana erano tra le più rinomate del comprensorio del Platani. L’esame di queste peculiarità territoriali offre nuovi ed inattesi elementi di valutazione sul ruolo che il distretto di Cianciana ha rivestito all’interno dell’ampio fenomeno che riguarda la presenza egeo-micenea nella media e bassa valle del fiume Platani e delle influenze culturali da essa trasmesse al mondo indigeno dell’entroterra. Queste realtà territoriali di ricchezza geo-mineraria, quali zolfo in primis, salgemma, olio bituminoso (adoperato ad usi farmaceutici e medicamentosi, oltre che come combustibile), maccalube, sorgenti di acqua, ottimi collegamenti viari hanno fatto sì che il territorio di Cianciana possa essere inserito a pieno titolo nell’estesa trama dei rapporti che si vennero ad instaurare con il mondo egeo-miceneo nel corso dell’età del Bronzo medio. ….. La tomba di Cozzo Turco e le due presso il vallone Millaga rappresentano una preziosa testimonianza dell’adozione, da parte delle comunità locali, di un modello architettonico funerario proprio della Grecia micenea. Inoltre, i confronti con il tipo di camera ad ogiva ribassata, che richiamano le tombe ipogeiche di Milena e di Acquaviva Platani, assicurano che anche la parte più occidentale del bacino idrico del Platani ricadesse all’interno del più ampio comprensorio ricco di contatti con il mondo egeo. Se i confronti per le tombe di Millaga con quelle della necropoli di Anguilla di Ribera venissero ulteriormente confermate, allora si potrebbe aprire un nuovo fronte di ricerca che avrebbe come obiettivo quello di spiegare la comparsa, solo in questo ristretto territorio del Platani, di una tipologia tombale di matrice egeo-continentale che, nell’adozione del sistema lungo corridoi, camera tholoide e letto funebre, risulterebbe ancora più dipendente da modelli allogeni. …... Dal 2009 fino ad oggi una ricca èquipe di archeologi e tecnici europei, secondo una cadenza stagionale, ha condotto una campagna di ricognizione, indagini e studio sul territorio di Cianciana alla ricerca delle origini degli insediamenti. …. Le testimonianze antiche attestanti i molteplici usi dello zolfo fin dall’età omerica, se ne documenta l’impiego già nell’Iliade e nell’Odissea, tanto a scopi religiosi e lustrali, quanto in composti chimici sussidiari all’esercizio di varie arti, quali la tessitura, il niello, l’industria del vetro, la medicina, la viticoltura, rendono ancora legittima l’ipotesi che via via si sostanzia di documentazione, secondo cui i giacimenti siciliani fossero noti anche nelle epoche precedenti all’età imperiale romana. Il secondo volume descrive l’attività che si effettuava annualmente nelle nostre miniere dal 1909 al 1941. Al fine di avere un’idea si riporta un estratto del capitolo 6-11) – LA COLTIVAZIONE NELL’ANNO 1911: ….... Miniera: “Falconera Cona” (16): Da un rapporto di visita per ispezione ordinaria del 08/06/1910, del Corpo Reale delle Miniere, Distretto di Caltanissetta, effettuato dal funzionario Ing. Augusto Pompei, redatto a Caltanissetta il 27/06/1910, si riporta: -Itinerario: Visita ai cantieri abbandonati ai due attivi nel territorio Stradella e ritorno al piano inclinato; -Direttore: Giuseppe Gaglio; -Condizioni di Sicurezza: Discrete; -Sorveglianti: Giuseppe Gaglio; -Numero totale operai: 23, di cui 6 picconieri, 10 carusi e 7 operai esterni. Il funzionario eseguì la visita in compagnia dell’esercente Dato Camizzi Giuseppe. La lente superiore era stata esaurita, nella parte della miniera Cona, i cantieri avevano raggiunto il calcare del muro da parte della galleria principale e avevano sconfinato, dalla parte opposta, verso la miniera Prazza. Restava a sfruttare la lente inferiore quando se ne faceva il prosciugamento. Il fornello di riempimenti, imposto dal Decreto Prefettizio del 30/08/1909, non erat stato ancora costruito, si erano fatti dei riempimenti parziali utilizzando i materiali provenienti dalle ricerche interne, che erano state fino allora infruttuose. Visto che i cantieri visitati erano stati tenuti abbastanza saldi, il funzionario proponeva di pazientare e di vagliare a che siano integralmente osservate le prescrizioni del Decreto Prefettizio solo quando la miniera divenisse di nuovo attiva per lo sfruttamento della lente inferiore. Alla data della visita si avevano solo due cantieri a zolfo, attivi nel territorio della miniera Stradella, gli esercenti di questa avevano permesso di asportare zolfo di un piccolo strato prolungatosi nella miniera Stradella e già esaurito nella miniera Cona, ottenendo per compenso lo scavo per metà di una galleria di comunicazione che permettesse all’esercente della miniera Stradella di andare a lavorare lo straterello che alla data era sfruttato dalla miniera Cona. Le condizioni di sicurezza erano soddisfacenti e la ventilazione era buona. ….... Il terzo volume descrive l’attività che si effettuava annualmente nelle nostre miniere dal 1942 al 1962, poi continua con la descrizione delle mansioni, delle presenza delle donne in miniera, degli attrezzi utilizzati, dei sistemi di fusione, delle varie espressioni culturali nate con la società mineraria. Al fine di avere un’idea si riporta un estratto del capitolo capitolo 13) – LE DONNE IN MINIERA: …............. che il numero delle donne che lavoravano nelle miniere del girgentano non era molto numeroso, tranne le 90 donne di Cianciana che costituivano il 79% di tutte le donne che lavoravano nel 1880 nelle miniere della provincia di Girgenti ed erano pari al 15% dei lavoratori delle miniere di Cianciana, ma formavano una delle principali piaghe del lavoro minerario. …........ Questa problematica era maggiormente grave come nelle miniere di Cianciana quanto si consideri che tali donne erano generalmente delle fanciulle aventi un’età compresa tra i 9 ed i 16 anni. ….... Le donne venivano assunte in miniera con salari più bassi di quelli, già minimi dei carusi. Il più basso salario che ricevevano corrispondeva, secondo una logica economica inoppugnabile, alle più basse capacità produttive della donna. Erano di fatti capaci di trasportare quantitativi di minerali molto più bassi dei carusi maschi. Le donne impiegate in miniera non furono molte, ma la loro presenza e comunque da sottolineare, specialmente alla luce dei dati che fornisce Luigi Valenti e che ci informano che dal 1898 al 1903 tutte le donne che lavoravano nelle solfatare avevano meno di 15 anni. A sostegno dei dati forniti da Luigi Valenti, a Cianciana le fanciulle con meno di 15 anni lavoravano all’interno dei sotterranei ed infatti nella miniera Falconera Re venivano adibiti al trasporto del materiale all’interno dei sotterranei. Ciò si evince dal rapporto di visita n° 39 per la verifica di esecuzione di istruzioni per il lavoro dei fanciulli, del 24/02/1893, del Corpo Reale delle Miniere, Distretto di Caltanissetta, effettuata dal funzionario Francesco Saverio Pucci, redatto a Cianciana il 24/02/1893, nel quale si riporta: “In seguito alle istruzioni verbali date al capo maestro della escavazione Re nella precedente visita del 22/02/1893, nella quale il funzionario riferì con il rapporto n° 30 del 2370271893, ed alla ripetizione per iscritto delle stesse istruzioni inviate il 23/02/1893 all’esercente per mezzo del Sindaco, nella stessa giornata del 24/02/1893 non avrebbero dovuto lavorare fanciulli nella discenderia di cui erano oggetto tali istruzioni.” Invece nella stessa giornata, del 24/02/1893, nel recarsi il funzionario a visitare altre miniere del gruppo Falconera, e volutosi accertare che le disposizioni di legge fossero rispettate si era nuovamente recato alla escavazione Re ove ha trovato quattro fanciulli che uscivano dalla discenderia caricati di argilla. Dopo che erano stati interrogati e di averne esaminati i libretti, ha redatto il verbale di contravvenzione che veniva unito al rapporto stesso. Si riporta la descrizione sommaria delle contravvenzioni accertate: “Contravvenzione all’art. 1 della legge 3, 4 e 11 del Reg. per aver trovato una fanciulla di a. 13 al lavoro senza libretto, in una discenderia in cattiva condizione di salubrità, per la quale erano state già impartite istruzioni in una visita precedente. Contravvenzione agli art. 9 e 11 del Reg. per aver trovato due fanciulli di età inferiore agli anni 12 in tale discenderia, a trasportare materiale, la quale è inclinata a 40° e profonda circa 40 m. Contravvenzione all’art. 11 del regolamento per aver trovato una fanciulla di anni 14 ½ a lavorare nelle stesse condizioni nella predetta discenderia. La prima contravvenzione è per la fanciulla Antonina Lo Forte di Antonino. La seconda è per i fanciulli Antonino Ferraro di Giuseppe e Angelo Montalbano di Francesco. La terza è per la fanciulla Gaetana Ferraro di Giuseppe.”; Quindi in data 24/02/1893 si avevano due fanciulle, la prima di anni 13 e la seconda di anni 14 ½ a lavorare all’interno della miniera a trasportare materiale all’esterno. …. Alfonso Giordano, dal Riassunto delle notizie sulle condizioni industriali del Regno, volume III, Roma 1905-06, ricava l'informazione che le donne impiegate in quegli anni in miniera erano 160 di cui 98 sotto i 15 anni. Si comprende come dai dati ufficiali sfuggivano di regola gran parte delle interessate. Il fenomeno è in sé irritante e scandaloso, soprattutto se si pone attenzione ai commenti dell'Ufficio del Corpo Reale delle Miniere, Distretto di Caltanissetta, come riporta Antonio Di San Giuliano, uomo politico di prim'ordine e di futura carriera governativa: "Nelle zolfatare di Favara e Cianciana vengono impiegate fanciulle dai 9 ai 16 anni che, in compagnia dei maschi e per una mercede che varia da centesimi 40 a 60, lavorano da 10 a 12 ore al giorno all'esterno e da 7 a 8 ore all'interno, portando in testa un peso massimo che porta nella Colonia Eritrea un portatore abissino. …................. A Cianciana nella miniera Falconera Capitano, in data 13/04/1898, da un’ispezione ordinaria del Corpo Reale delle Miniere, Distretto di Caltanissetta, l’aiuto ingegnere del Corpo Reale delle Miniere, Francesco Saverio Pucci, ha emesso un verbale di contravvenzione sul lavoro dei fanciulli, ai sensi della legge 11 febbraio 1886, n° 3657 (serie 3^) ed al regolamento approvato con R. decreto 17 settembre 1886, n° 4082 (serie 3^). Il verbale riporta che il tecnico del Corpo Reale delle Miniere aveva accertato: “Presso al piede della discenderia destinata al trasporto del minerale ho interrogato una bambina molto piccola e gracile che portava sulle spalle un carico di minerale, la quale mi ha risposto di chiamarsi Ignazia Greco di Francesco e di avere l’età di dieci anni. Risalendo lungo la discesa ho nuovamente incontrato la Greco che trasportava a giorno il suo carico. Esaminati poco dopo i libretti ho trovato quella della suddetta fanciulla il quale porta il n° 5 del registro municipale e fu rilasciato dal Sindaco di Cianciana il 16 gennaio 1898. Nella pagina 3 del libretto il medico delegato ha dichiarato avere la Greco “forze corrispondenti al lavoro esterno della miniera” e dal certificato della prima pagina risulta che essa nacque in Cianciana il 16 gennaio 1888. dallo stesso libretto risulta che questa fanciulla fu ammessa al lavoro il 12 febbraio 1898 e tale dichiarazione è firmata dal gerente Cappadona Gaspare. La discenderia lungo la quale ho constatato questa contravvenzione è profonda 84 metri ed ha la pendenza approssimativa di 45 gradi, cioè del 100 per 100 circa. A conferma delle risultanze suesposte ho sequestrato il libretto che unisco al presente verbale. Interrogato il detto signor Gaspare Cappadona intorno ai fatti da me accertati, rispose: ho ammesso la Greco al lavoro sapendo che la legge tollera nei sotterranei il lavoro dei fanciulli che hanno oltrepassato il decimo anno di età. …............. Nelle zolfare di Cianciana, Casteltermini e Lercara il lavoro avveniva in condizioni di assoluta assenza di pudore. In queste tre gruppi di miniere le operaie non superarono mai il numero di centocinquanta e come dice Nicola Colajanni in I Lavoratori delle zolfare nella riforma Sociale, anno 1894: “lì le donne lavorano all’interno delle zolfare assieme ai carusi. Quivi per lo temperatura spesso assai elevata non si osserva affatto la decenza: non solo gli uomini vanno quasi ignudi ma anche le donne hanno solo coperte le parti pudende di cenci svollazzanti e di bende pensili”. Nel 1934 una legge dello Stato Italiano vietò alle donne e ai carusi di età inferiore ai 16 anni di calarsi all’interno delle zolfare. A Cianciana nel 1881 le donne lavoratrici erano 90/597 la loro età variava dai 9 ai 16 anni e le incombense loro affidate erano varie: o mescevano il caffè precedentemente preparato o cucinavano la “la frascatula”, una minestra che non comportava alcuna spesa perché prevede l’uso di acqua, farina e finocchi selvatici, oppure alcune, specie nei mesi estivi, erano impiegate al trasporto degli zolfi dalla bocca della zolfara alla catasta del minerale. …........ La vera realtà ciancianese è molto diversa da quella siciliana, ancora nel 1900 le ragazze ciancianesi lavoravano all’interno della miniera come caruse e la certezza ci viene data dalla morte della carusa Pietrina Soldano, di anni 15, che nella mattinata del 11/09/1900 è rimasta vittima all’interno della miniera Prazza, assieme al padre Francesco, di anni 42, ed al fratello Gerlando, di anni 17, tutti e tre carusi trasportatori, oltre al picconiere Francesco Leone, di anni 40, operai della miniera Cona che fuggendo per allarme gas si sono portati all’interno della miniera Prazza ove invece vi era la fuoriuscita del gas e ne sono rimaste vittime. …............ L’opera nel suo complesso contiene oltre 70 tavole ed oltre 80 foto. Si allegano alcune tavole e foto inclusi nei tre volumi: Tavola che ritrae una calcarella utilizzata nei primi periodi di estrazione. Tavola che riporta una planimetria dell’area zolfifera della Sicilia. Fotografia che ritrae le donne ciancianesi durante lo sciopero del 1953. Giornale che riporta la fine dello sciopero nell’anno 1953. Planimetria del sotterraneo delle Miniere Prazza e Piazza nell’anno 1911. Schizzo che riporta la pianta e la sezione di un’area di scavo.
 
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