CIANCIANA.INFO - Il portale su Cianciana by Paolo Sanzeri -Storia, Cultura, Architettura, Turismo, Cronaca ed altro - Sant'Antonino di Cianciana, Storia di una città di nuova fondazione.

 

 

 

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Libro: Sant'Antonino di Cianciana, storia di una città di nuova fondazione

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Sant'Antonino di Cianciana, Storia di una città di nuova fondazione. PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Sanzeri   

Autore: Sanzeri Paolo;

Pubblicazione: Cianciana: Associazione Settimana Santa; 2007;

Editore:

Stampa:Tipografia ArtiGrafiche Geraci: Santo Stefano Quisquina; 2007;

Soggetto: Storia Sicilia-Cianciana.

Copertina:

Breve descrizione dell'opera: Il libro si occupa di descrivere Cianciana fin dalle sue origini, che non coincidono con la data di fondazione ufficiale, ma inizia dall'età del bronzo fino ai primi del '900. Inoltre il libro tratta dell'architettura, dell'archeologia, dell'urbanistica, dell'arte, dell'ambiente e di altri temi inerenti il territorio comunale, in particolare del fiume Platani e della ex rete ferroviaria. Per prenotazioni rivolgersi all'arch. Paolo Sanzeri all'indirizzo e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

“…Questa è la nostra terra: 

La Patria di tanti Oratori sacri di gran valore; 

di Medici insigni; 

di Professori di Università; 

di dotti Prelati, che percorrono

 con plauso la carriera ecclesiastica; 

di Poeti geniali, di Artisti valorosi

 e di un popolo eminentemente laborioso e buono.” 

Pietro Antinori

(Sindaco 1920-1922)

 Prefazione

 Tra le numerose pubblicazioni sulla storia dei Comuni, che mi sono pervenute, non era mai capitato che l’autore menzionasse, oltre alla data di un evento significativo, il nome del primo che usufruisse o venisse coinvolto dall’evento, tranne se la persona menzionata non fosse stata  rappresentativa o l’evento avesse avuto una particolare incidenza nella storia del Comune. L’architetto Paolo Sanzeri nella presente pubblicazione, invece, all’evento – il seppellimento dei cadaveri nel camposanto e non più nelle chiese – cita anche il primo dell’infinita serie. Un nome di un bambino che, nel fiore dei suoi anni, è morto senza poter gustare intensamente le bellezze e vivere le vicissitudini del paese. La citazione del nome, fatta appositamente dal nostro autore, è segno di una ricerca sulla storia del proprio paese che non vuole rimanere in superficie, ma vuole, appunto, scendere in profondità, per trovare tutti i cocci che il tempo ha disseminato, per fare emergere i tasselli di una storia lunga e affascinante che consente la ricostruzione di un mosaico complesso ma semplice nelle sue linee essenziali. E per questa costruzione, Paolo Sanzeri pone, giustamente, attenzione al valore di tutte le notizie, anche a quelle che possano sembrare meno interessanti o, addirittura, insignificanti come la data della prima sepoltura di un bambino nel nuovo camposanto. Basta questa semplice notizia per capire il lavoro scientifico che l’autore ha realizzato in questi lunghi anni di ricerca. Capita spesso che in un libro storico di un paese, gli autori hanno come punto di riferimento il periodo di fondazione. È vero che la fondazione è l’atto costitutivo di un paese. Tuttavia, è anche vero che i primi abitanti che si sono insediati in una nuova area già avevano sedimentato un ethos comportamentale lungo i secoli. Chi erano? Quali erano i loro costumi, le usanze, i rapporti sociali? Per ricostruire l’ethos comportamentale degli abitanti di un paese occorre necessariamente andare a ritroso per conoscerne lo sviluppo storico. Pertanto, Paolo Sanzeri in questa ricerca rileva la presenza delle popolazioni che in questi lunghi secoli hanno dominato in Sicilia e nella Valle del Platani, per cogliere quei tratti caratteristici che nel tempo hanno espresso il siciliano agrigentino dei nostri giorni. Ogni paese cambia il proprio assetto urbanistico lungo la storia. Ma quali sono state le cause che hanno indotto un paese a cambiare? Perché, anzitutto, un paese cambia? Sanzeri, nella presente pubblicazione, non si limita ad indicare il cambiamento urbanistico di Cianciana, ma cerca di cogliere la ragione dello stesso cambiamento. Cerca, appunto, di cogliere le cause sociali che hanno indotto un paese ad un determinato sviluppo. Non è una nota marginale. Se l’assetto urbanistico di un paese si evolve in una direzione, invece di un’altra, una ragione deve pur esserci. Nella presente pubblicazione, pertanto, il nostro autore, sostenuto dagli studi condotti nel proprio campo di ricerca professionale, ci fornisce una speciale chiave di lettura dell’evoluzione urbanistica del paese legata, appunto, ai fattori sociali. È il segno tangibile che il lavoro, come esperienza immediata e quotidiana, guida e orienta le nostre scelte. È il bisogno di una sopravvivenza più serena, più equa, che soddisfa l’uomo nei suoi bisogni elementari ad orientare le scelte, anche urbanistiche. La città è a misura d’uomo. Inoltre, sapientemente, l’autore, nella presente pubblicazione, riesce con esattezza a scaglionare in periodi storici ben determinati i cambiamenti urbanistici avvenuti.Sanzeri nel presente libro non si limita a ricostruire e a collocare i cocci di storia sparsi nel tempo per fare uno sviluppo organico. Egli rende viva e presente la storia del suo paese, raccontando i disagi sociali con i quali la popolazione ciancianese nel tempo ha dovuto confrontarsi, soprattutto per la carenza di acqua nel periodo estivo. Ma ci racconta pure il vestiario che gli uomini e le donne del tempo indossavano, le merci esposte nei mercati, gli alimenti che consumavano, insomma, una storia viva per un paese vivo. Gli elenchi completi di notai, di sindaci, di uomini illustri che hanno dato onore alla città rendono scientifico ed interessante la presente ricerca. In questa pubblicazione, Sanzeri non poteva dimenticare il ruolo che le miniere hanno avuto nella storia di Cianciana. Anzi, possiamo dire che la storia cittadina e del comprensorio non sarebbero comprensibili senza la storia delle miniere, che ha influenzato e determinato la storia del paese, ora nei momenti di massimo splendore ed espansione ora in momenti di declino e di tensioni sociali.Chiese ed edifici storici danno lustro e bellezza ai Comuni! Il nostro autore, pertanto, con ricche fotografie esprime la voglia di raccontare la bellezza del proprio paese attraverso i luoghi di culto nonché degli edifici storici, ad esempio il Palazzo Joppolo, i Casotti, la Torre dell’Orologio con i restauri effettuati nel 1996, il Palazzo Marino e il Palazzo De Michele. La storia di una paese continua. Dicevamo che noi oggi viviamo un ethos comportamentale e relazionale che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che ci distingue dagli altri popoli. Questo nostro essere diversi si esprime in particolar modo nella religiosità popolare che, pur essendo uguale nei tratti essenziali agli altri Comuni circostanti, presenta una propria peculiarità. Anche Cianciana esprime una propria religiosità popolare, trasmessa da generazione in generazione, di cui il nostro autore, oltre ad essere testimone, fornisce la specificità. E tra i momenti significativi della religiosità popolare, il nostro autore ha posto attenzione alla Settimana Santa che nel Comune di Cianciana si vive in una atmosfera misterica, che per assaporarla - necessariamente - bisogna viverla intensamente. Le numerose citazioni, nonché la ricca fonte bibliografica, che il nostro autore riporta nelle pagine finali, esprimono la complessità e la scientificità di un lavoro di ricerca che consegnato ai posteri rende viva la memoria del proprio Comune.                                               

                                                                Enzo Di Natali
                                                                          Direttore della rivista di Letteratura e Teologia 
“Oltre il Muro”

 

Presentazione

Facendo propria una lettura di Americo Castro, Leonardo Sciascia, nella prefazione a Delle cose di Sicilia (Sellerio 1996), distingue fra una Sicilia descrivibile, una Sicilia narrabile e una Sicilia storicizzabile. Il primo livello è quello che si limita alla descrizione dello spazio vitale, inteso come contingenza, il secondo individua una dimensione che è più avanti della sola possibilità di descrivere, ma non è ancora storicizzabile; il terzo è il livello più completo, che segna il superamento degli altri due, proponendo l'approdo ad una dimensione storiografica ideale in cui lo ".. .storicizzabile lascia prevalere il narrabile". Su tale percorso, che porti a trarre l'elemento storico da quello meramente descrittivo, deve incamminarsi la ricerca della storiografia più consapevole.

Tuttavia la peculiarità siciliana fa sì che i limiti delle cosiddette realtà locali si amplino e finiscano con l'assumere i contorni dì veri e propri microcosmi, luoghi da cui veder passare tutta la storia dell'isola. Per questo spesso gli studi dedicati a realtà municipali diventano tout court "storia della Sicilia". II rischio, dal punto di vista della credibilità critica è quello di scadere nel campanilismo, cioè nel capovolgimento della prospettiva storica. Al riguardo è utile ricordare la lucida e impietosa esemplificazione condotta da Giovanni Gentile ne Il tramonto della cultura siciliana, del 1917, ponendo a confronto il metodo storiografico di Michele Amari, capace di leggere nei Vespri siciliani la storia universale, e, viceversa, l'approccio di Isidoro La Lumia che finiva col ridurre la vicenda di respiro europeo di Carlo V, a storia locale siciliana.

Il punto di partenza per chi opera per la tutela e la valorizzazione del territorio e delle sue testimonianze è la storia dei luoghi, da acquisire attraverso le opere degli "studiosi locali", il cui ruolo di mediazione, analisi e sintesi delle conoscenze costituisce dunque la solida base per ogni tipo e direzione dì approfondimento e ricerca,

Per tutelare l'immenso patrimonio di beni culturali di cui ogni piega del nostro territorio è ricco e per garantirne la trasmissione è necessario dunque conoscere ciò che ha determinato la specificità e unicità di ognuna delle testimonianze con valore culturale e tale specificità risiede nella loro storia legata ai luoghi. Per il lavoro dello storico di oggi, la cui formazione non può prescindere dalla lezione della scuola de Les Annales, i beni culturali sono i documenti preziosissimi per integrare lo studio e l'analisi delle fonti ai fini della ricostruzione storica.

D.ssa Gabriella Costantino

(Soprintendente BB.CC.AA. di Agrigento)

 
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