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A Bivona i sindaci del "No all'Ato Idrico". PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Recca   

 Un amministratore di un Comune lombardo dove gli enti locali hanno vinto la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua, ha introdotto i lavori del consiglio comunale straordinario e aperto di Bivona, convocato dal sindaco Giovanni Panepinto per discutere della situazione locale, ma soprattutto per riunire tutti insieme gli amministratori dei 22 Comuni agrigentini che hanno assunto una posizione netta contro l'Ato idrico provinciale.

Giovanni Cocciro, assessore del Comune di Cologno Monzese, ha illustrato la sua esperienza di lotta, vinta recentemente dal suo Comune e da oltre 140 sindaci lombardi.

I lavori sono proseguiti con gli interventi dei capigruppo consiliari bivonesi che, al di là della appartenenze politiche, hanno invitato i cittadini a votare no alla consultazione popolare (in programma per il prossimo 15 Febbraio a Bivona) e hanno sottoscritto, all'unanimità, l'impegno a continuare la resistenza contro la consegna delle reti cittadine.



Erano presenti alla riunione, oltre al deputato regionale Giovanni Panepinto sindaco del Comune montano, anche Rosario Gallo, sindaco di Palma di Montechiaro e capofila dei Comuni contrari alla privatizzazione per la provincia di Agrigento; Domenico Giannopolo, sindaco del Comune di Caltavuturo e capofila dei Comuni contrari alla privatizzazione per la provincia di Palermo; Giovanni Cocciro, Assessore di Cologno Monzese capofila dei 140 Comuni lombardi contrari alla privatizzazione, che recentemente hanno ottenuto che il presidente della Regione Lombardia, prendendo atto della profonda opposizione popolare alla legge che imponeva la privatizzazione della gestione del servizio idrico, modificasse la legge regionale, riaffermando l'autodeterminazione degli Enti Locali nella scelta di modalità di gestione; i rappresenti del Forum nazionale dei movimenti per l'acqua pubblica nelle persone di Barbara Grimaudo, Antonella Leto e l'associazione di Promozione Sociale L'AltraSciacca, del coordinamento provinciale.


All'incontro erano presenti anche i consiglieri comunali di Sciacca: Gianfranco Vecchio, Ezio Alfano e Santo Bono.

Il sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Gallo, nel suo intervento ha detto di essersi incontrato nel pomeriggio con l'Arcivescovo di Agrigento, Monsignor Francesco Montenegro, che ha dichiarato di schierarsi apertamente a favore della lotta dei sindaci per l'acqua pubblica in provincia di Agrigento.

Prima della chiusura dei lavori, spazio anche per l'avvocato Gigi Restivo, ex sindaco di Racalmuto, adesso curatore legale dei sindaci dell'agrigentino che hanno presentato ricorso contro i commissariamenti imposti dall'Arpa, che si è detto disponibile a relazionarsi con le Procure di Sciacca ed Agrigento per fornire loro dettagli sullo stato patrimoniale di Girgenti Acque e sulle modalità che hanno portato all'assegnazione della gara da parte del commissario nominato dalla Regione nonché a tutte le altre procedure anomale che vedono protagonisti l'Ato e Girgenti.

L'AltraSciacca ha consegnato nelle mani di quest'ultimo, un dossier di oltre 600 pagine (dal novembre 2007 ai giorni d'oggi) che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul nostro sito web e che sarà presentato alla Procura di Sciacca, come integrazione dell'esposto avanzato dall'amministrazione comunale contro Girgenti Acque per interruzione di pubblico servizio.

Articolo di Giuseppe Recca.

www.Agrigentonotizie.it

 

 
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