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Le Masserie. PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Sanzeri   

 Sample Image Con terminologia storica, ancora viva nella zona occidentale dell’Isola, questi complessi edilizi venivano anche denominati bagli. Strutture attorno ad un cortile centrale, appunto il baglio, compattamente chiuse all’esterno con forti caratteri difensivi, erano dotate di tutte le strutture necessarie allo stoccaggio e alla lavorazione dei prodottti agricoli oltre che alla residenza, sia permanente che stagionale dei proprietari e dei lavoranti.

Gli elementi base erano appunto la casa padronale, disposta sul lato d’ingresso o su quello opposto, solitamente posta al piano superiore dominando sulla corte su cui si affaccia e sugli altri fabbricati, dotata di finestra, balconi, terrazze e terminante spesso a torretta, elementi questi che rievocano numerosi motivi architettonici cittadini, spesso non ben armonizzati con l’ambiente, per cui una loro classificazione è agevole soltanto se si tiene conto della loro linea essenziale e delle loro strutture planimetriche e volumetriche; l’alloggio del campiere; le stanze per i lavoranti e quelle per gli stagionali; la ribatteria (che assolveva le funzioni di dispensa, cucina e refettorio); le stalle e relative tagliere; ed infine, a seconda delle colture prevalenti, vi si trovavano le relative attrezzature per la lavorazione dei prodotti: palmenti, trappeti, stenditoi per le mandorle.

I tetti dei vari edifici generalmente sono posti ad altezza diverse a secondo della funzione degli ambienti che racchiudono.

L’ingresso principale è un grande portone ad arco, ubicato in uno dei lati minori della corte e spesso sormontato da una guardiola dalla quale il campiere può vigilare i campi e le vie d’accesso.

Alle volte il portone è un semplice elemento di raccordo tra due corpi di fabbrica.Il portone è ad arco a sesto pieno ribassato ed è costituito da blocchi squadrati di pietra dura o da mattoni disposti in costa, con lunetta chiusa da un’inferriata a raggiera con al centro le iniziali del proprietario, o da tavole, o da muratura. I

l territorio è caratterizzato dalla presenza di masserie e case rurali, tra le quali:

-    Casale Bissana: la più grande tra le masserie del territorio, del secolo XII. Costituita dall’aggregazione di più corpi di fabbrica a diversa elevazione.
La struttura meglio conservata è quella corrispondente al casamento del proprietario che si eleva su due piani. E’ caratterizzato da una certa regolarità nella disposizione delle aperture che al primo piano rivelano una certa accortezza nelle rifiniture delle cornici ad arco ribassato. Le aperture del piano primo sono invece delle semplici aperture prive di qualsiasi elemento decorativo.

Sample Image

-     Case Cavallo vecchie: tipica casa rurale del XIX secolo. L’edificio è costituito da un modesto corpo rettangolare privo di elementi decorativi.

-     Case Cavallo nuove: ha il carattere tipico della masseria del XIX secolo con corte interna su cui si affacciano edifici eterogenei, ad uno o due piani sotto tetti diversi. Rimangono i ruderi di quei corpi di fabbrica che dovettero essere destinati a magazzini, stalla e depositi.

-    Casa Gentile: masseria del XIX secolo. E’ caratterizzata da una corte interna dove si alternano edifici diversi ad un piano con tetto a due spioventi e a due elevazioni con tetto ad un solo spiovente. Sopraelevata su tutti gli altri fabbricati è il casamento del proprietario.

-    Casa Pintaloro: tipica casa rurale del XIX secolo.

-    Casa Piazza: casa rurale ad un solo piano. Tipico rifugio rurale del secolo XIX, senza alcun elemento decorativo.

-    Casa di Don Ulisse: aggregato di case ad uno o due elevazioni. Anche questo tipico rifugio per uomini e animali del secolo XIX.

-    Casa La Mantia: di essa rimangono dei ruderi nei quali è tuttavia riconoscibile la tipica struttura della masseria del XIX secolo. Rimane integro solo un corpo di fabbrica ad un solo piano.

-    Casa Casalinazzo: rimangono di questa solo pochi ruderi la cui estensione ci fa supporre che si sia trattato di una masseria, ma non ci permette di identificarvi la disposizione dei diversi corpi di fabbrica.

-    Casa Cutugno: edificio rurale del XIX secolo con un grande corpo di fabbrica adibito a stalle e un altro, totalmente distrutto, a residenza del proprietario.

-    Casa Mannarata: masseria del XIX secolo di cui si conservano pochi ruderi.

-    Casa Burgiuseppe: tipico edificio rurale del secolo XIX per i coltivatori, a due elevazioni e ad unico corpo di fabbrica caratterizzato dall’assenza di qualsiasi elemento decorativo,.

-    Casa Re: l’impianto è caratterizzato da due corpi di fabbrica affiancati, ad una sola elevazione, con poche aperture, del secolo XIX.

-    Casa Riggio: casa rurale. Tipico rifugio per uomini e animali.

-    Casa Montuoro: ricostruita di recente, ha mutato la sua struttura originaria del secolo XIX che non è più possibile individuare.

-    Casa Fiotto: antica masseria del secolo XIX. Oggi rimangono i ruderi e un corpo di fabbrica ad un solo piano, facente parte dell’antica struttura.

-    Casa Colonica (Scuola Rurale): caratterizzata da due corpi di fabbrica affiancati, presenta delle aperture in corrispondenza delle aule dove fino al 1965 circa si svolgevano le lezioni per i figli degli agricoltori delle terre circostanti. 

 

Articolo tratto dal libro: "Sant'Antonino di Cianciana.  Storia di una città di nuova fondazione", anno 2007, scritto dall'Arch. Paolo Sanzeri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve descrizione dell'opera: Il libro si occupa di descrivere Cianciana fin dalle sue origini, che non coincidono con la data di fondazione ufficiale, ma inizia dall'età del bronzo fino ai primi del '900. Inoltre il libro tratta dell'architettura, dell'archeologia, dell'urbanistica, dell'arte, dell'ambiente e di altri temi inerenti il territorio comunale, in particolare del fiume Platani e della ex rete ferroviaria.

Il libro è disponibile presso il bookshop del Museo Civico.

 
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