Investitori stranieri per i centri storici, la ricetta di Cianciana per il turismo.
Scritto da Calogero Conigliaro   
Non è una novità il fatto che nella maggior parte dei comuni piccoli e medi della Sicilia i centri storici stiano cadendo a pezzi, abbandonati al proprio destino da amministratori incapaci di vedere in essi una risorsa per lo sviluppo turistico-culturale del loro territorio.
 
Per fortuna non tutti sono dotati di scarsa lungimiranza e per questo accade che per risolvere il problema delle case e dei quartieri disabitati, spogliati da vecchie e nuove ondate di emigrazione, alcuni amministratori pubblici stanno cercando di attirare investitori internazionali del mercato immobiliare.

Tra i Comuni che nell’agrigentino hanno deciso di percorrere questa strada ci sono Cianciana e Aragona: il primo ha già raggiunto risultati lusinghieri con l'arrivo di numerosi stranieri che hanno comprato casa ristrutturando vecchie palazzine; nel secondo caso, invece, si sta pensando addirittura di regalare abitazioni che hanno urgente necessità di restauro.
Il caso Cianciana è ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale: da anni, infatti, agenzie immobiliari di vari Paesi operano in questo piccolo centro situato nel cuore della provincia agrigentina. Ad attrarre gli stranieri sono ovviamente i prezzi vantaggiosi (da poche migliaia fino un milione di euro per l’acquisto di immobili da ristrutturare), ma anche la possibilità di poter vivere, soprattutto in inverno, in un clima decisamente ben più mite di quello che interessa altre realtà europee. Dopo la chiusura delle miniere di zolfo avvenuta nel 1962 la popolazione di Cianciana è passata gradualmente da 8.000 abitanti a circa 3.500, con il conseguente risultato di numerose abitazioni rimaste inutilizzate. Le case vendute negli ultimi anni sono state circa duecento, mentre le nazionalità degli acquirenti sono state numerose interessando soprattutto europei, ma anche australiani, canadesi e statunitensi. Tra essi scrittori, attori e artisti internazionali, che hanno deciso di godere di un paesaggio unico al mondo, nella tranquillità della campagna e a circa un'ora dalle coste centromeridionali della Sicilia. “La nostra economia – spiega il sindaco Santo Alfano - ha beneficiato non poco del turismo di relazione. Con la costruzione e il restauro delle abitazioni si è rimessa in moto la macchina dell'edilizia e commercio e artigianato stanno avendo un aumento di fatturato grazie alla presenza degli stranieri nella nostra comunità. Tutto ciò ha attirato anche l’attenzione di diverse testate giornalistiche internazionali”. Come spiega Paolo Sanzeri, direttore del Museo civico e tra i dirigenti impegnati nel favorire il turismo di relazione, questo fenomeno interessa Cianciana ormai “da circa 6 anni a questa parte. Molti di quelli che acquistano abitazioni chiedono la residenza, altri invece si limitano a passare alcuni mesi dell'anno nel nostro territorio. Per favorire l'integrazione e fare dei nuovi arrivati parte integrante della nostra società, abbiamo creato dei corsi di lingua italiana per stranieri, ma anche il contrario. Soprattutto grazie all'Università della terza età dove si organizzano corsi di francese e inglese”. Un realtà agevolata anche da un centro turistico informativo efficiente, dotato di operatori che conoscono le principali lingue europee. Senza dimenticare un sito internet interattivo che diffonde in tempo reale tutte le iniziative e le notizie che interessano la cittadina. Alla realtà di Cianciana si sta adesso affiancando quella del Comune di Aragona, ben più popoloso e situato a pochi chilometri dal capoluogo agrigentino, che se non può vantare in questo momento un mercato immobiliare internazionale sta però tentando di risolvere il problema dei crolli del centro storico con un'intermediazione tra i propri cittadini privati che vogliano disfarsi gratuitamente di vecchi immobili e possibili nuovi proprietari che si impegnino al restauro entro 24 mesi. “Durante l'ultima Festa di San Vincenzo – racconta il sindaco Salvatore Parello - abbiamo ricevuto la delegazione del Comune belga di La Louviere (centro gemellato con Aragona, nda) e abbiamo discusso approfonditamente anche di questa possibilità”. “Ci sono diversi proprietari di immobili del centro storico – aggiunge - che, non avendo possibilità né voglia di spendere somme per mettere in sicurezza tali fabbricati, sono disposti a cederli gratuitamente al Comune. Pertanto abbiamo proposto alla delegazione di La Louviere di far incontrare l'offerta di immobili a titolo gratuito degli aragonesi con gli interessi degli investitori belgi, che dovrebbero impegnarsi per ristrutturarli entro 24 mesi”. A novembre si svolgerà un incontro tra le due amministrazioni in cui si discuterà più approfonditamente la vicenda, in modo da gettare la basi per questo atteso rilancio del centro storico aragonese. Servizi per l’integrazione e arricchimento culturale CIANCIANA (AG) – Il segreto del piccolo centro dell'entroterra agrigentino, finito sui servizi giornalistici di emittenti straniere - quali la Bbc e France 2 - per essere divenuta una comunità attrattiva per famiglie provenienti da tutto il mondo, sta non soltanto nel suo clima mediterraneo, nella ricchezza di spazi e immobili sul suo territorio, ma anche in una politica amministrativa che ha messo al centro i servizi per l'integrazione e l'arricchimento culturale. “Abbiamo già un Museo civico – ha spiegato Paolo Sanzeri, responsabile culturale del Comune – con una sezione di archeologia, antropologia, artigianato e una ricca area libraria con testi antichi e moderni. Il nostro sogno, che potrebbe realizzarsi a breve, è invece rappresentato dal Museo archeologico regionale per il quale stiamo collaborando con la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Agrigento. Vogliamo infatti poter offrire sempre più maggiori servizi culturali, in grado di favorire il turismo di relazione con la piena integrazione della comunità straniera presente nella nostra cittadina”. Un modello, quello di Cianciana, che potrebbe presto diventare un esempio per numerosi centri siciliani, spopolati dal fenomeno della disoccupazione, ma ancora ricchi di risorse paesaggistiche e culturali capaci di attrarre stranieri provenienti da terre meno fortunate dal punto di vista climatico, con il vantaggio, non indifferente per la comunità, di un possibile restauro dei propri centri storici, in molti casi ridotti ai minimi termini con il serio rischio per l'incolumità degli stessi propri cittadini. Articolo pubblicato il 09 ottobre 2013